mercoledì 18 luglio 2007

Controllo dell'abbagliamento – UGR (Unified Glare Rating)



C' è un po' di confusione in merito alla questione dell'UGR. Si sente dire che l'UGR deve essere inferiore a 19, un po' come si sa che i lux su di un tavolo devono essere 500. Dubito però che chi si lancia in queste disquisizioni tecniche sappia esattamente di che cosa sta parlando.
Ecco allora una spiegazione, che ho cercato di rendere il più chiara possibile.

L'UGR è un indice unificato in campo internazionale, sviluppato dalla CIE (Commission International de l'Eclairage) per la valutazione dell'abbagliamento diretto relativamente ad ogni specifica applicazione. Questo indice valuta la presenza in un ambiente di abbagliamento di tipo molesto. E’stato introdotto dalla norma per l’illuminazione degli interni UNI EN 12464-1, in sostituzione della classe di qualità G presente nella norma UNI 10380, ormai superata, che impiegava le curve limite di luminanza (diagramma di Söllner). Il suo valore dipende dalla disposizione degli apparecchi illuminanti, delle caratteristiche dell'ambiente (dimensioni, indici di riflessione) e del punto di osservazione degli operatori e oscilla tra valori da 10 (nessun abbagliamento) a 30 (abbagliamento fisiologico considerevole) secondo una scala di 3 unità (10, 13, 16, 19, 22, 25 e 28): più basso è il valore, minore è l'abbagliamento diretto.
Tipicamente ogni apparecchio di illuminazione in un locale può esser disposto secondo due punti di vista che sono ortogonali ai due piani principali C0°-180° e C90°-270° (sono i piani che si prendono come riferimento anche per individuare la distribuzione fotometrica). Il fattore UGR tiene conto della luminanza di sfondo (soffitto, pareti) e della somma dell’effetto di abbagliamento di ciascun apparecchio collocato nel locale rispetto ad una posizione standard dell’osservatore. Si calcola con la seguente formula:


  • Lb è la luminanza di sfondo (cd/m2) calcolata come Eind/π, dove Eind è l’illuminamento verticale indiretto al livello dell’occhio dell’osservatore;
  • L è la luminanza (cd/m2) delle parti luminose di ogni singolo apparecchio di illuminazione nella direzione dell’occhio dell’osservatore;
  • ω è l’angolo solido (sr) delle parti luminose di ogni singolo apparecchio di illuminazione nella direzione dell’occhio dell’osservatore;
  • p è l’indice di posizione di Guth di ogni singolo apparecchio;
  • Σ indica la sommatoria di tutti gli apparecchi di illuminazione;

L’UGR non è definito per apparecchi di illuminazione che hanno una componente di illuminazione indiretta superiore al 65%. Tipicamente un buon programma di calcolo può fornire i valori di UGR in alcune situazioni tipo, che tengono conto delle caratteristiche di riflessione del locale (pavimento, pareti, soffitto) delle dimensioni dell’ambiente espresse in funzione della differenza di altezza tra l’occhio dell’osservatore e le sorgenti luminose (H). Spesso nei cataloghi viene riportato l'indice UGR di un apparecchio, in modo da fornire agli operatori delle indicazioni in merito al comportamento del corpo illuminante nei confronti della problematica dell’abbagliamento diretto.Se un apparecchio ha i propri valori di UGR inferiori a 19(!), allora sarà adeguato per l’utilizzo, ad esempio, nelle aule scolastiche in generale, nelle aule di educazione artistica, nelle sale lettura, in quanto in questi ambienti il limite di UGR è, appunto, di 19, ma non nelle aule di disegno tecnico, dove il limite massimo è 16. Questi valori massimi sono indicati dalla normativa.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

non c'entra molto con il post ma ho una domanda per voi esperti:secondo voi è possibile che le lampade al neon malfunzionanti delle scuole che ho frequentato possano aver influito negativamente sulla vista?????????? sarà una coicidenza il fatto di aver messo gli occhiali in primavera dopo aver passato tutto l'inverno in aula con un neon sopra la mia testa che continuava ad accendersi e spegnersi? LaPepaTencia

Giacomo ha detto...

Bhe in realtà il problema che descrivi è collegato indirettamente all' UGR, devi sapere infatti che per illuminare una satanza e nello specifico un'aula scolastica è necessario tener conto non solo di parametri quantitativi in termini di luce, anche qualicativi come UGR, uniformità, tonalità della luce e tipologia di sorgente.
Per quanto riguarda i tubi fluorescenti devi sapere che, soprattutto negli impianti vecchi, funzionano con una frequenza percepibile dall'occhio (si percepisce come un tremolio della luce), questo fenomeno, se associato ad un illuminazione insufficiente può generare problemi fisiologici
ciao ciao

Betta ha detto...

mmm come sei professionale quando spieghi... io non ci capisco niente, e sono sicura diro' qualcosa senza senso.
Insomma ho dovuto mettere gli occhiali... In sierra leone gli occhi hanno cominciato a bruciarmi da matti, é stato credo un insieme di fattori, dimmi se puo' essere:lavoro 10 ore al giorno con la testa attaccata al pc e mi hanno messo a lavorare in un ufficio con una finestra alle spalle, una sinistra e una di fronte (l'ufficio é grande come una caramella, quindi é tutto una finestra). L'ufficio é bianchissimo (vernice a olio, che riflette un sacco di luce!) Ho sofferto come una biscia. Ora con i miei occhialetti va meglio, ma ho fatto mettere le tende ovunque e piove sempre (atmosfera very dark).
Grazie esperto, alla prossima :-)

Giacomo ha detto...

Bhe probabilmente allora sono i vapori della pittura ad olio bianca...:)... ma li è stagione delle piogge???????!!!
Comunque credo che stare al pc tutto il gg sia il problema vero... soprattutto con monitor non LCD
ciao
G.

Anonimo ha detto...

più LCD per tutti allora!!!!!
ciao Cee

Anonimo ha detto...
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